Trama

Un intero anno dopo il tragico incidente che ha coinvolto un sottomarino della marina sudcoreana, l'ex comandante in capo riceve una misteriosa e inquietante telefonata da uno sconosciuto. La voce all'altro capo del filo rivela di aver piazzato una serie di bombe sofisticate nei punti nevralgici e più affollati della città, tra cui uno stadio di calcio e un parco acquatico.

C'è però una regola spietata: questi ordigni speciali sono sensibili al rumore, e ogni volta che l'ambiente circostante supera i 100 decibel, il timer accelera drasticamente la sua corsa verso l'esplosione. Coinvolto in un sadico gioco psicologico e braccato dalle autorità che lo credono complice, l'ex ufficiale dovrà iniziare una disperata e frenetica corsa contro il tempo per le strade della città, nel tentativo di disinnescare le trappole acustiche e scoprire la reale identità dell'attentatore prima che il rumore della metropoli provochi una strage.

Recensione

Recensione Decibel (2022): L’action thriller coreano che fa acqua (soprattutto in piscina)

Ci sono film d'azione che, pur non brillando per originalità, riescono a intrattenere grazie a una scrittura solida e a trovate ingegnose. E poi ci sono pellicole come Decibel (2022), un kolossal d'azione sudcoreano che, a dispetto di un budget imponente e di un cast di prim'ordine nel panorama asiatico, crolla sotto il peso di una piattezza disarmante e di falle logiche macroscopiche. Il film si prende un 4 secco in pagella: un'opera tecnicamente ben girata ma concettualmente indifendibile.

Il confronto impietoso con Die Hard 3 e la mancanza di guizzi

La struttura di Decibel è la quintessenza del cliché: uno squilibrato terrorista piazza ordigni in giro per la città e contatta telefonicamente l'ex comandante della marina (Kim Rae-won) per costringerlo a una folle corsa contro il tempo per sventarli. Una premessa che definire logora è un eufemismo, e che fa scattare immediatamente il paragone con un pilastro del genere come Die Hard - Duri a morire (1995).

Ma dove il capolavoro con Bruce Willis e Samuel L. Jackson inventava dinamiche immortali – come la memorabile e sadica scena del cartello provocatorio ad Harlem o gli indovinelli matematici a Central Park – Decibel mette in mostra la piattezza più totale. Il protagonista corre da un punto all'altro di Seoul senza che lo sceneggiatore riesca a partorire un singolo guizzo, una scena iconica o un'intuizione di scrittura capace di nobilitare la visione e strapparla all'anonimato.

L'unica idea del film (che fa a pugni con la fisica)

L'unica reale novità introdotta dalla pellicola dovrebbe essere la natura delle bombe: ordigni speciali dotati di un sensore acustico che accelera il timer se il rumore ambientale supera i 100 decibel. Un espediente che nelle intenzioni avrebbe dovuto creare tensione nei luoghi affollati, ma che nella pratica si traduce in una sciocchezza narrativa imbarazzante.

Il punto di non ritorno della sceneggiatura viene toccato quando una delle bombe viene posizionata all'interno di una piscina olimpionica. Piazzare un ordigno attivato dal suono sott'acqua, pretendendo che il timer subisca variazioni coerenti in base alle urla della folla fuori dalla vasca, significa ignorare le leggi più elementari della fisica e della propagazione acustica nei fluidi. Questa perla di rara ignoranza scientifica distrugge completamente la sospensione dell'incredulità, trasformando la posta in gioco in qualcosa di ridicolo e grottesco.

Scheda di Valutazione Critica
Voce di Pagella Punteggio Analisi in pillole
Messa in Scena e Attori 6.5 / 10 Regia pulita, ottimi stunt e un cast locale che ce la mette tutta.
Originalità e Scrittura 3.0 / 10 Copia sbiadita di vecchi cult d'azione; dialoghi piatti e zero guizzi.
Logica e Coerenza (Fisica) 2.5 / 10 La trovata della bomba acustica in piscina è un insulto all'intelligenza.
VOTO FINALE 4 / 10 Un blockbuster vuoto e prevedibile che affonda nelle sue stesse assurdità.
Conclusione: un remake mancato sarebbe stato meglio

In definitiva, Decibel è il classico esempio di grande intrattenimento commerciale che si fida talmente tanto dei propri mezzi tecnici da dimenticarsi di scrivere una storia sensata. Paradossalmente, un pigro remake asiatico dichiaratissimo di Die Hard 3 avrebbe avuto più personalità di questo pasticcio coreano. Un 4 inevitabile: la piattezza visiva travestita da grande spettacolo.

Locandina

Decibel (2022)

Regia

Hwang In-ho

 

Voto

4