Trama
Dopo gli eventi drammatici del primo capitolo, il mondo dei social media non si è fermato, ma la scia di sangue e manipolazioni continua a lasciare ferite profonde. La narrazione si sviluppa attraverso diverse fasi collegate tra loro: tutto ha inizio con il mistero avvolto nel buio attorno al presunto suicidio di una giovane creator, un evento opaco che attira l'attenzione dei media e scuote l'opinione pubblica.
Ben presto, la linea temporale si intreccia con una nuova storia di facciata, fatta di fidanzamenti glamour e apparenze patinate da dare in pasto ai follower, dietro cui però si nasconde un nuovo, brutale omicidio. Mentre le tessere del puzzle iniziano a comporsi, il baricentro della storia si sposta nuovamente su Madison, la tormentata sopravvissuta del primo film, ancora profondamente segnata dal trauma del furto d'identità subito in Thailandia.
Mentre il passato e il presente convergono, le vite delle protagoniste tornano a scontrarsi inesorabilmente. Sotto la superficie di una vita virtuale perfetta, si riaccende una spietata caccia al gatto e al topo dove il confine tra vendetta, sopravvivenza e follia si fa sempre più sottile e claustrofobico.
Recensione
Influencers si presenta al pubblico con l'arduo compito di bissare il successo del cinico thriller psicologico del 2023, ma finisce per essere vittima di un clamoroso autogol. Eppure, la prima metà del film sembrava avere ottimi spunti, ereditando dal capostipite uno dei suoi più grandi punti a favore: la frammentazione della linea narrativa in blocchi distinti, quasi fossero dei "mini-film" a sé stanti. La transizione dal mistero iniziale sul suicidio, alla storia del fidanzamento con annesso nuovo omicidio, fino allo spostamento del focus sulla sopravvissuta del primo capitolo, funziona e mantiene il ritmo alto, illudendo lo spettatore.
Il castello di carte crolla però inesorabilmente nel terzo atto, dando la netta sensazione che gli sceneggiatori abbiano accusato un malore improvviso o spento del tutto il cervello. Il finale è un agglomerato orribile di scelte pigre che rovina sistematicamente tutto ciò che di buono era stato costruito in precedenza. L'incontro tra CW e Madison avviene in modo talmente forzato, banale e stupido da azzerare all'istante qualsiasi parvenza di tensione psicologica, riducendo una complessa caccia al gatto e al topo a una pigra convergenza di sceneggiatura.
Il climax tocca il fondo con lo "scontro finale", che abbandona la lucidità e la cattiveria del brand per trasformarsi nel più classico e ordinario dei catfight cinematografici. A completare il disastro ci pensano i nuovi omicidi: se nel primo capitolo i delitti erano disturbanti e fatti per colpire lo spettatore, qui la messinscena e la dinamica delle morti scivolano nel ridicolo involontario, assumendo una fastidiosa sfumatura comica.
Un vero peccato per un'opera che aveva le carte in regola per superare la sufficienza, ma che decide di suicidarsi sul più bello, meritando un'insufficienza pesante per aver svenduto la propria identità in favore di un finale grottesco. Rovinato sul più bello.
Locandina
Regia
Kurtis David Harder
Voto
4
