Trama

All'inizio degli anni '80, reduce dal successo planetario e dai tour estenuanti, Bruce Springsteen si ritrova a un bivio cruciale della sua esistenza umana e professionale. Lontano dai riflettori degli stadi e dalla sua fedele E Street Band, il rocker decide di ritirarsi in isolamento in una modesta casa nel New Jersey per dare vita a un progetto radicalmente diverso, intimo e spoglio, che diventerà una delle sue pietre miliari più oscure.

Il viaggio creativo si trasforma ben presto in un profondo e doloroso confronto con i traumi d'infanzia, il complicato rapporto con il padre e i primi e debilitanti sintomi di una depressione strisciante. Tra sessioni di registrazione casalinghe su un semplice registratore a quattro tracce e il peso di un successo che inizia a soffocarlo, il film racconta la genesi artistica e l'uomo dietro al mito, in una lotta silenziosa per trasformare la propria oscurità interiore in salvezza musicale.

Recensione

Recensione Springsteen - Liberami dal nulla: Un Grande Protagonista tra Alti Musicali e Scorciatoie Narrative

I biopic musicali dedicati alle leggende del rock hanno sempre il difficile compito di bilanciare il mito pubblico con l'uomo privato. Springsteen - Liberami dal nulla si inserisce in questo filone concentrandosi su uno dei periodi più intensi, cupi e creativi del Boss. Il risultato finale è un buon film, solido e impreziosito da una grandissima interpretazione del protagonista, che si guadagna un 7 pieno ma che manca l'appuntamento con il capolavoro a causa di alcune scelte di sceneggiatura fin troppo prudenti.

La straordinaria interpretazione del Boss e i limiti dell'epica musicale

Il pilastro assoluto della pellicola è la performance del suo attore principale, capace di restituire la fisicità, i dubbi e il carisma di Bruce Springsteen in modo credibile e mai caricaturale. Il film scava nell'anima dell'artista, offrendo uno spaccato intimo della sua transizione artistica.

Tuttavia, dove il film frena vistosamente è nella costruzione dei momenti prettamente musicali. Chi si aspetta la classica epica dei biopic hollywoodiani rimarrà parzialmente deluso:

  • Mancanza di scene iconiche: Nella pellicola non è presente una vera e propria scena sbalorditiva incentrata sul momento esatto della creazione in studio o sulla performance live di uno dei capolavori storici di cui si parla.

  • Un'occasione persa per il "WOW": A differenza di altre pellicole del genere che riescono a far vivere allo spettatore la scintilla divina della genesi di un brano, qui si preferisce un approccio più piatto, privando il pubblico di quei momenti memorabili che restano impressi nella storia del cinema musicale.

La gestione della depressione: la scorciatoia del "Black Screen"

L'altra nota dolente che non convince appieno risiede nella gestione della sfera psicologica del cantautore. Il film affronta il tema centrale e delicatissimo della grave depressione che ha colpito Springsteen, ma sceglie di farlo attraverso una scorciatoia narrativa abbastanza spiazzante.

Durante il cruciale blocco narrativo dedicato alla psicanalisi, la sceneggiatura mostra l'accenno della prima seduta terapeutica per poi tagliare bruscamente con uno schermo nero e la scritta "dieci mesi dopo...". Questo salto temporale lascia interdetti: liquidare il percorso di guarigione e il faccia a faccia con i propri demoni in pochi secondi priva la storia della necessaria profondità drammatica proprio nel suo momento più intimo, dando la sensazione di un racconto frettoloso.

Scheda di Valutazione del Film
Elemento Analizzato Punteggio Commento Rapido
Interpretazione Protagonista 8.5 / 10 Straordinaria, magnetica e profondamente sentita.
Sceneggiatura e Ritmo 6.0 / 10 Troppi compromessi e salti temporali ingiustificati.
Componente Musicale ed Epica 6.5 / 10 Manca la scena iconica della creazione artistica.
VOTO FINALE 7 / 10 Un buonissimo film, ma con qualche rimpianto.

Locandina

Springsteen Liberami dal Nulla (2025)

Regia

Scott Cooper

Voto

7