Rino Gaetano – Spendi Spandi Effendi

Rino Gaetano - Spendi Spandi Effendi

Rui Cardo Suggestions presenta grandi classici e perle nascoste, versioni ufficiali e live ricercati.

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Rino Gaetano - Spendi Spandi Effendi

Song

Aida/Spendi spandi effendi è un 45 giri di Rino Gaetano pubblicato nel 1977 dalla It.

La canzone sul lato A era già stata pubblicata nel 45 giri precedente, mentre Spendi spandi effendi, tratta dall'album Aida, è una canzone che affronta il tema della crisi petrolifera del 1973.

La canzone in questione è “Spendi Spandi Effendi”, pubblicata nell'album 'Aida', nella quale il cantautore si focalizza sulle problematiche economiche che affliggevano l'Italia a causa della crisi petrolifera del 1973, soffermandosi sullo stereotipo dell'italiano medio 'donne e motori', capace di spendere esageratamente oltre il lecito, non pensando alle conseguenze.

Dobbiamo fare, prima, una piccola digressione storica per capire meglio il contesto. Nell' Ottobre del '73 Siria ed Egitto attaccarono Israele: questa guerra portò ad un conseguente aumento dei prezzi del petrolio in tutta Europa. In questo periodo, chiamato 'austerity', i governi furono costretti ad emanare disposizioni volte al contenimento del consumo energetico. Nello specifico, in Italia, il 2 Dicembre viene imposto il divieto di circolazione, ai mezzi privati, nei giorni festivi. Questo ed altri divieti, ebbero un pesante impatto sul modo di vivere degli Italiani.

Rino, quindi, immagina il comportamento di un'italiano medio in questa situazione, contrapponendo alla ristrettezza pecuniaria di quest'ultimo, la ricchezza del sultano ('Effendi', infatti, è un titolo turco che significa “signore” o “maestro”, attribuito a personalità di spicco).

Il testo

La prima strofa si apre subito con un dilemma: scambiare la propria donna in cambio di un litro di benzina. L'esagerazione di questi versi, pone l'attenzione sulle priorità dell'uomo, capace, addirittura, di chiudere la sua amata in monastero, rinunciando così al sesso, a favore del 'bene primo' che crede cosi indispensabile.

A seguire, Rino, ci illustra un modo alternativo per arrivare all'acquisto dell'agognato litro di carburante: il gioco d'azzardo.
Arriva il ritornello dove l'italiano, oppresso dalla crisi economica, invita, il sultano (effendi) a spendere tutti i suoi soldi in beni superficiali, cosa che, tuttavia, non si accorge di fare lui stesso.

Nella terza strofa, emerge la confusione dell'italiano medio, che vuole acquistare benzina e automobili per arrivare da quella donna, che prima aveva cercato di scambiare. L'epiteto 'coglione', alla fine della strofa, descrive a pieno l'uomo. In conclusione, non resta che augurare “pace prosperità e lunga vita al sultano”, che è l'unico in grado di arricchirsi, data l'assoluta dipendenza della società dal petrolio.

Analizzando il testo di questa canzone, non possiamo che apprezzare la modernità di Rino e allo stesso tempo rimpiangerlo, pensando a quanto altro ci avrebbe potuto regalare se la sua attività non si fosse prematuramente interrotta.


Album

Aida è il terzo album del cantautore italiano Rino Gaetano, pubblicato nel 1977.

Descrizione

Il brano che dà il titolo al disco fu pubblicato come 45 giri in due diverse edizioni con due lati B diversi, Escluso il cane e Spendi spandi effendi, anch'essi inclusi in quest'album.

Il brano Standard consiste in un breve frammento blues rock sul quale il cantautore dapprima canta un elenco di noti personaggi politici democristiani dell'epoca (Giovanni LeoneGiulio AndreottiAldo MoroEmilio ColomboMariano RumorCarlo Donat-CattinAmintore Fanfani) seguiti dal papa Paolo VI, storpiandoli come se fossero nomi francesi («Juan Lyon», «Julie Andreottin», «Papamontin», ecc.), quindi chiude con due strofe scritte nel suo tipico stile nonsense: «L'ultima alienazione di una storia vissuta può offrire interessanti prospettive e portare ad equilibrate e non traumatiche decisioni» e «Nondimeno fece l'antico porporato in groppa alla giraffa volante in un amore perduto durante uno changer les dames», il tutto mentre il coro delle Baba Yaga ripete: «Standard».


Artist

Rino Gaetano, all'anagrafe Salvatore Antonio Gaetano (Crotone29 ottobre 1950 – Roma2 giugno 1981), è stato un cantautore italiano. Viene ricordato per la sua voce ruvida, per l'ironia e i profondi testi caratteristici delle sue canzoni, nonché per la denuncia sociale spesso celata dietro testi apparentemente leggeri e disimpegnati.

Rimasto profondamente legato alle sue origini calabresi, rifiutò ogni sorta di etichetta e, a differenza di numerosi suoi contemporanei, evitò di schierarsi politicamente. Nonostante questo, i suoi componimenti non mancano di riferimenti e critiche alla classe politica italiana: Gaetano arrivò in alcuni suoi brani a fare nomi e cognomi di uomini politici del tempo e non solo e, anche per questo, i suoi testi e le sue esibizioni dal vivo furono più volte segnati dalla censura.

Crocevia della sua carriera fu l'esperienza sanremese con il successo di Gianna; per molto tempo infatti gran parte del pubblico italiano lo ha ricordato solo per questo episodio e per questa canzone.

I suoi lavori precedenti vennero quasi eclissati dal nuovo successo e ciò che giunse al grande pubblico delle sue canzoni – in primis Gianna – fu soprattutto il nonsenso e non tutto ciò che si celava dietro di esso. Tragica e prematura fu la sua scomparsa, dovuta a un incidente stradale che lo portò via a soli trent'anni.

Il lavoro di Gaetano cominciò a essere significativamente apprezzato diversi anni dopo la sua morte e molte delle sue canzoni vennero riscoperte soprattutto dopo il 2000, riscuotendo consensi sempre maggiori, in particolar modo tra le nuove generazioni, e conferendo all'ormai defunto cantautore lo status di artista di culto.

Morte

Il 31 maggio Gaetano fece la sua ultima apparizione in TV cantando E io ci sto e Scusa Mary nel programma Crazy Bus. In quei giorni incise alcune canzoni insieme ad Anna Oxa come Il leone e la gallina di Mogol e Lucio Battisti.

La carriera e la vita di Rino Gaetano si interruppero il 2 giugno 1981 all'età di trent'anni in seguito ad un incidente stradale. Già l'8 gennaio 1979 un fuoristrada contromano aveva spinto la Volvo di Gaetano contro il guard rail: il cantante rimase illeso mentre la sua auto venne distrutta.

Gaetano aveva deciso poi di acquistare una nuova Volvo 343 grigio metallizzato, targata Roma Z40932. Il 2 giugno, verso le tre del mattino, dopo una serata passata nei locali, stava tornando a casa da solo a bordo della sua auto. Alle 3.55, mentre percorreva via Nomentana, all'altezza dell'incrocio con via Carlo Fea, con la sua vettura invase la corsia opposta.

Un camionista che sopraggiungeva nell'altro senso di marcia provò a suonare il clacson, ma l'urto con il mezzo pesante era ormai inevitabile. La parte anteriore e il lato destro della Volvo vennero distrutti; Gaetano batté violentemente la testa contro il parabrezza, sfondandolo, mentre l'impatto del petto sul volante e il cruscotto fu violentissimo.

L'autopsia rivelerà - come causa della perdita di controllo dell'auto - un possibile collasso prima dell'impatto, mentre il camionista - Antonio Torres, che presterà i primi soccorsi al cantante - raccontò di aver visto Gaetano accasciarsi di lato e iniziare a sbandare per poi riaprire gli occhi solo pochi attimi prima dell'impatto.



Albero sulla Via Nomentana a Roma, su cui perse la vita Rino Gaetano, fotografato nel 2019


La Ricerca Dell'Ospedale

Quando arrivarono i mezzi di soccorso, Gaetano era già in coma; giunto al Policlinico Umberto I furono riscontrate una frattura alla base cranica, varie ferite a livello della fronte, una frattura malare destra e una sospetta frattura allo sterno.

Il policlinico non aveva però un reparto attrezzato per gli interventi d'urgenza sui craniolesi, così il medico di turno, il dottor Novelli, tentò di contattare un altro ospedale dotato di un reparto di traumatologia cranica. Vennero contattati telefonicamente il San Giovanni, il San Camillo, il CTO della Garbatella, il Policlinico Gemelli e il San Filippo Neri, ma non si riuscì a trovare un posto disponibile.

Finalmente ricoverato al Gemelli, Gaetano morirà comunque alle sei del mattino. Vi furono successivamente polemiche per via del mancato ricovero e venne aperta anche un'inchiesta e un'interrogazione parlamentare. L'interrogazione parlamentare n. 4-02031 del 4 giugno 1981, con risposta del Governo del 1º febbraio 1982.

Il 4 giugno si tennero i funerali nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù, quella in cui Gaetano avrebbe dovuto sposarsi poco dopo. Alle esequie parteciparono parenti, amici, personaggi della musica, dirigenti della RCA e fan. Inizialmente venne sepolto nel piccolo cimitero di Mentana, poi il 17 ottobre venne trasferito al cimitero del Verano.

La Ballata Di Renzo

In La ballata di Renzo, canzone scritta da Gaetano dieci anni prima della morte, si narra la storia di un ragazzo di nome Renzo che muore in circostanze simili a quelle del cantautore:

«La strada era buia, s'andò al S. Camillo
e lì non l'accettarono forse per l'orario,
si pregò tutti i santi ma s'andò al S. Giovanni
e lì non lo vollero per lo sciopero.»
(da Quando Renzo morì io ero al bar - Rino Gaetano)

Renzo viene investito da un'auto e muore dopo essere stato rifiutato da molti ospedali di Roma per mancanza di posti, mentre i suoi amici sono al bar. Nella canzone vengono citati tre degli ospedali che rifiutarono Gaetano il 2 giugno 1981 per mancanza di letti: il Policlinico, il San Giovanni e il San Camillo.

Il 27 novembre 2007 Carlo Lucarelli ha parlato della morte del cantautore in DeeGiallo, programma radiofonico in onda su radio DeeJay, nel quale lo scrittore ricostruiva in forma narrativo-documentaristica delitti irrisolti legati al mondo della musica.

Video

Testo

Essenza e benzina o gasolina
Soltanto un litro e in cambio ti do Cristina
Se vuoi la chiudo pure in monastero
Ma dammi un litro ...
di oro nero

Ti sei fatto il palazzo sul Jumbo
Noi invece corriamo sempre appresso all'ambo
Ambo, terno, tombola e cinquina
Se vinco mi danno un litro di ...
benzina

Spendi, spandi,
spandi, spendi, effendi
Spendi, spandi,
spandi, spendi, effendi

Spider coupè, GT Alfetta
A duecento c'è sempre una donna che
t'aspetta
Sdraiata sul cofano all'autosalone
E ti dice prendimi maschiaccio libidinoso,
coglione

Non più a gas, ma a cherosene
Il riscaldamento centralizzato più ti scalda e più
conviene
Niente carbone, mai più metano
Pace, prosperità e lunga vita
al sultano

Spendi, spandi,
spandi, spendi, effendi
Spendi, spandi,
spandi, spendi, effendi




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TV




TV 1977