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Lou Reed – I’m Waiting For The Man

Lou Reed Nico I'm Waiting For The Man

Rui Cardo Suggestions presenta grandi classici e perle nascoste, versioni ufficiali e live ricercati. Nel modo più eterogeneo possibile.

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Lou Reed - I'm Waiting For The Man

I'm Waiting for the Man è un brano musicale del gruppo rock statunitense The Velvet Underground, scritto da Lou Reed. Fu originariamente pubblicato nel 1967 sul primo album della band, The Velvet Underground & Nico.

Soggetto

La canzone racconta la storia di uno studente in cerca di droga a Harlem. Già nella prima strofa, Reed delinea il protagonista: è un bianco, in crisi d'astinenza, che arriva a Harlem (Up to Lexington 125) con in mano 26 dollari cercando il suo spacciatore di fiducia. Mentre aspetta gli si avvicina un nero che in tono minaccioso gli chiede cosa ci faccia lì e lo accusa di essere venuto a rubar le loro donne. Il giovane, nervoso e in evidente stato di difficoltà, balbetta una scusa dicendo di stare aspettando un "carissimo" amico. A salvarlo da una situazione pericolosa, ecco arrivare lo spacciatore, l'uomo del titolo del brano, descritto come un angelo della morte:

(EN)« Here he comes, he's all dressed in black
PR shoes and a big straw hat
He's never early, he's always late
First thing you learn is that you always gotta wait »
(IT)« Eccolo che arriva, tutto vestito di nero
Scarpe da portoricano, e un grosso cappello di paglia
Non è mai in anticipo, è sempre in ritardo
La prima cosa che impari è che devi sempre aspettare »
(I'm Waiting for the Man, Lou Reed)

 

Quello che Reed descrive nella canzone, non è solo uno spaccio di droga, ma il confronto/scontro tra due mondi estranei che però vivono a pochi chilometri di distanza l'uno dall'altro, nella stessa città.
L'andamento "saltellante" della canzone, con il martellante riff di pianoforte e chitarre in evidenza, riflette la tensione della scena e l'impellente desiderio di "farsi" del protagonista, che una volta in possesso della dose se ne torna a casa sano e salvo dalla propria ragazza, soddisfatto e appagato. Almeno fino al giorno dopo.


Lewis Allan "Lou" Reed (New York2 marzo 1942 – Southampton27 ottobre 2013) è stato un cantautorechitarrista e poeta statunitense.

Cantore al contempo crudo e ironico dei bassifondi metropolitani, dell'ambiguità umana, dei torbidi abissi della droga e della deviazione sessuale, ma anche della complessità delle relazioni di coppia e dello spleen esistenziale, Lou ha finito con l'incarnare lo stereotipo dell'Angelo del male, immagine con cui ha riempito i media per oltre tre decenni divenendo una delle figure più influenti della musica e del costume contemporanei.

Video

Lyrics

I’m waiting for my man
26 dollars in my hand
Up to Lexington 125
feelin’ sick and dirty more dead than alive
I’m waiting for my man

Hey white boy, what you doin’ uptown?
Hey white boy, you chasin’ our women around
Oh pardon me sir, it’s furthest from my mind
I’m just lookin’ for a dear-dear friend of mine
I’m waiting for my man

Here he comes, he’s all dressed in black
PR shoes and a big straw hat
He’s never early, he’s always late
first thing you learn is that you always gotta wait
I’m waiting for my man

Up to a brownstone up three flights of stairs
Everybody-body’s pinned you, but nobody cares
He’s got the works gives you sweet taste
ah, then you gotta split because you got no time to waste
I’m waiting for my man

Baby don’t you holler darling don’t you ball and shout
I’m feeling good you know I’m gonna work it on out
I’m feeling good, I’m feelin’ oh so fine
until tomorrow but that’s just some other time
I’m waiting for my man, walk it home

Testo

Sto aspettando il mio uomo
ho 26 dollari in mano
fino all’angolo tra la Lexington e la 125esima
mi sento malato e sporco più morto che vivo
aspetto il mio uomo

Ehi ragazzo bianco che ci fai in questo quartiere?
ehi ragazzo bianco stai facendo il filo alle nostre donne
ah, scusi, signore non mi passava neanche per la testa
sto solo cercando un mio carissimo amico
sto aspettando il mio uomo

Eccolo che arriva, tutto vestito di nero
scarpe da portoricano e un gran cappello di paglia
non è mai in orario, è sempre in ritardo
la prima cosa che impari è che devi sempre aspettare
sto aspettando il mio uomo

Fino al portone di un palazzo in mattoni e su per tre rampe di scale
tutti ti squadrano ma a nessuno importa
lui ha tutto il necessario, te ne da’ un assaggio
poi te ne devi andare perché non hai tempo da perdere
sto aspettando il mio uomo

Tesoro non gridare cara non piangere e non gridare
Io sto bene lo sai che prima o poi riuscirò a farcela
mi sento bene, mi sento davvero bene
fino a domani ma quello è un altro momento
sto aspettando il mio uomo, portala a casa

Audio

Live 1984

alcuni estratti sono presi da Wikipedia - alcuni testi sono presi da angolotesti