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Vinicio Capossela – Ultimo Amore

Vinicio Capossela - Ultimo Amore

Rui Cardo Suggestions presenta grandi classici e perle nascoste, versioni ufficiali e live ricercati.

Enjoy! 😉




Vinicio Capossela - Ultimo Amore

Album

Modì è il secondo album di Vinicio Capossela, del 1991.

Segue l'album All'una e trentacinque circa del 1990 con cui Capossela aveva vinto il premio Tenco per la migliore opera prima.

È con questo secondo album, intitolato con un gioco di parole che richiama sia il termine francese "maudit" (ossia, maledetto), sia il nome del famoso pittore livornese Amedeo Modigliani, che Capossela inizia ad avere davvero successo, grazie a brani orecchiabili come La regina del Florida o ... e allora mambo!.

Successo dovuto, forse, anche ad una migliore pubblicità, visto che è alla trasmissione televisiva di successo, Su la testa, di Paolo Rossi, in onda nell'autunno '92 su Rai 3, che Capossela presenta ... e allora mambo!, uno dei brani che ha riscosso maggiore successo e che nel 1999 farà parte della colonna sonora e darà il titolo ad un film di Lucio Pellegrini.


Artist

Vinicio Capossela (Hannover14 dicembre 1965) è un cantautorepolistrumentista e scrittore italiano.

Capossela ha anche scritto alcuni libri, tra cui Non si muore tutte le mattine uscito nel marzo 2004 e Il paese dei coppoloni del 2015. È uno tra gli artisti con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con quattro Targhe Tenco e un Premio Tenco alla carriera.

Nato in Germania, da genitori originari dell'Irpinia (il padre, Vito, è di Calitri, la madre di Andretta), viene chiamato Vinicio, pur non essendo questo uno dei nomi della tradizione familiare, come omaggio al celebre fisarmonicista Vinicio, autore di molti dischi per la Durium negli anni sessanta, di cui il padre è fan.

Torna poco dopo in Italia con la famiglia e si stabilisce in provincia di Reggio Emilia. Cresce artisticamente nei circuiti underground dell'Emilia-Romagna, fino ad essere notato da Francesco Guccini, che lo porta al Club Tenco che lo lancia.

Audio

Testo

Fresca era l’aria di giugno
e la notte sentiva l’estate arrivar
Tequila, Mariachi e Sangria
la fiesta invitava a bere e a ballar
lui curvo e curioso taceva
una storia d’amore cercava
guardava le donne degli altri
parlare e danzare

e quando la notte è ormai morta
gli uccelli sono soliti il giorno annunciar
le coppie abbracciate son prime
a lasciare la fiesta per andarsi ad amar
la pista ormai vuota restava
lui stanco e sudato aspettava
lei per scherzo girò la sua gonna
e si mise a danzar

lei aveva occhi tristi e beveva
volteggiava e rideva ma pareva soffrir
lui parlava stringeva ballava
guardava quegli occhi e provava a capir
e disse son zoppo per amore
la donna mia m’ha spezzato il cuore
lei disse il cuore del mio amore
non batterà mai più

e dopo al profumo dei fossi
a lui parve in quegli occhi potere veder
lo stesso dolore che spezza le vene
che lascia sfiniti la sera
la luna altre stelle pregava
che l’alba imperiosa cacciava
lei raccolse la gonna spaziosa
e ormai persa ogni cosa
presto lo seguì

piangendo urlando e godendo
quella notte lei con lui si unì
spingendo, temendo e abbracciando quella notte
lui con lei capì
che non era avvizzito il suo cuore
e già dolce suonava il suo nome
sciolse il suo voto d’amore
e a lei si donò

poi d’estate bevendo e scherzando
una nuova stagione a lui parve venir
lui parlava inventava giocava
lei a volte ascoltava e si pareva divertir
ma giunta che era la sera
girata nel letto piangeva
pregava potere dal suo amore
riuscire a ritornar

e un giorno al profumo dei fossi
lui invano aspettò di vederla arrivar
scendeva ormai il buio e trovava
soltanto la rabbia e il silenzio di sera
la luna altre stelle pregava
che l’alba imperiosa cacciava
restava l’angoscia soltanto
e il feroce rimpianto
per non vederla ritornar

il treno è un lampo infuocato
se si guarda impazziti il convoglio venir
un momento, un pensiero affannato
e la vita è rapita senza altro soffrir
la poteron riconoscere soltanto
dagli anelli bagnati dal suo pianto
il pianto di quell’ultimo suo amore
dovuto abbandonar

lui non disse una sola parola
no, non dalla sua gola un sospiro fuggì
i gendarmi son bruschi nei modi
se da questi episodi non han da ricavar
così resto solo a ricordare
il liquore pareva mai finire
e dentro quel vetro rivide
una notte d’amor

quando dopo al profumo dei fossi
a lui parve in quegli occhi potere veder
lo stesso dolore che spezza le vene
che lascia sfiniti la sera
la luna altre stelle pregava
che l’alba imperiosa cacciava
a lui restò solo il rancore
per quel breve suo amore
che mai dimenticò




Live 2003




Live 2001




Live 2012