Moby – Why Does My Heart Feel So Bad?

Moby - Why Does My Heart Feel So Bad?

Rui Cardo Suggestions presenta grandi classici e perle nascoste, versioni ufficiali e live ricercati.

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Moby - Why Does My Heart Feel So Bad?

Song

Why Does My Heart Feel So Bad? è una canzone del musicista statunitense di musica elettronica Moby, estratta come quarto singolo dall'album Play e pubblicata nel 1999. Cantata dal gruppo The Shining Light Gospel Choir, si inoltrò per tutto il 2000 e raggiunse la posizione numero 16 della UK Singles Chart.

Video musicale

Il videoclip, diretto da Susi Wilkinson, è stato fatto interamente con la tecnica del disegno animato e mostra come protagonisti il "piccolo idiota" della copertina del disco ed il suo cane della copertina del remix. Essi abitano sulla Luna e un giorno decidono di scendere sulla Terra.

Da qui in poi vivranno numerosissime disavventure, che li vedranno alle prese con la neve, la guerra e la pioggia. Alla fine, stancati della chiassosa e selvaggia vita del mondo, ritornano sul satellite grazie ad una scala.


Album

Play è il quinto album in studio del musicista statunitense Moby, pubblicato il 17 maggio 1999 dalla V2 Records. È considerato il più grande successo commerciale e di critica del musicista e, con la vendita di 12 milioni di copie in tutto il mondo, una delle più importanti opere degli anni novanta.

Infatti, anche grazie a ben nove singoli che divennero tutti delle hit e che vennero usati in modo massiccio come colonne sonore per filmspot pubblicitari e serie tv, riuscì ad introdurre il suo creatore nella scena musicale mainstream mondiale, distaccandolo molto dai suoi primi lavori, famosi limitatamente alla cerchia della musica dance elettronica. Secondo la rivista inglese Rolling Stone:

«Play non fu il primo album a fare di un deejay una rock star, ma fu quello che per primo diede ad un musicista techno un'impostazione pop [...]  Play ha messo d'accordo lentamente ma inesorabilmente i critici e gli acquirenti.»

Uno degli aspetti più pregevoli e rivoluzionari di Play, a differenza di altri album di musica elettronica di quel tempo, è il modo in cui esso sia frutto di un abbinamento tra il gospel, il folk e i ritmi tipici della house music.

Moby arrivò a questo risultato campionando pesantemente composizioni della raccolta di field recording di Alan Lomax che utilizzò in brani come HoneyFind My BabyNatural Blues e Run On. Sono presenti anche tracce prettamente elettroniche (Machete), così come alcune lounge (7Down Slow), trip-hop (Porcelain), dance rock (South Side) e ambient (InsideGuitar, Flute & Strings).

Nel 2003, è stato classificato al numero 341 della lista dei 500 migliori album della storia redatta da Rolling Stone.

Venne nominato sia per un Grammy Award sia per un Brit Award, venendo riconosciuto come il lavoro musicale più venduto del 2000 prodotto da un'etichetta discografica indipendente. In più di venti Paesi infine vinse un disco di platino.

Genesi

Nella seconda metà degli anni novanta Moby si trovava in una sorta di crisi artistica, venuta subito dopo anni di successo con singoli techno da discoteca, che toccò il fondo con la pubblicazione nel 1996 di Animal Rights, un album molto eterogeneo composto sia da pezzi dark ambient e sia da canzoni costruite su accordi punk e metal che egli amava tanto da adolescente, che venne stroncato dalla critica mondiale, che lo considerò un clamoroso disastro. Il musicista spiegò:

«Ogni volta che aprivo concerti per i Soundgarden mi gettavano della merda sul palco. Feci un mio tour personale e suonavo per circa cinquanta persone a notte.»

Tuttavia, aggiunse:

«Ricevetti un messaggio dal mio fan Terence Trent D'Arby e una telefonata da Axl Rose che mi dicevano che ascoltavano Animal Rights a ripetizione. Bono mi ha detto che amava Animal Rights. Quindi, se hai intenzione di avere tre messaggi da dei fan, questi sono quelli da ottenere.»

Due persone durante il lavoro di registrazione di suoni sul campo.

Così Richard Hall decise di registrare un seguito di questo lavoro, con l'intenzione di farlo in tutto e per tutto uguale, che chiamò Play. Purtroppo, come egli raccontò, nessuna major discografica (come la Warner Bros., la Sony e la RCA) volle produrlo.

Fortunatamente l'unica ad accoglierlo fu la V2 che addirittura volle diffondere la notizia ai giornalisti, la maggior parte dei quali però non era nemmeno intenzionata ad ascoltarlo. Secondo il manager Eric Härle in un'intervista con HitQuarters, il loro obiettivo iniziale era quello di vendere 250.000 copie, lo stesso numero dell'album più comprato fino a quel momento del musicista, Everything Is Wrong.

Play ricevette alcune recensioni positive, ma commercialmente non si dimostrò valido. Moby constatò che:

«Il primo spettacolo che ho fatto per promuovere Play lo feci nel seminterrato del Virgin Megastore in Union Square. Riprodussi letteralmente la musica, mentre le persone erano in attesa per comprare CD. Forse quelle che mi ascoltavano veramente erano quaranta.»
I singoli

Play deve la sua fortuna per la maggior parte all'impressionante serie di nove singoli che vennero pubblicati nel periodo 1998-2001 (Honey, il primo, era già sul mercato nell'agosto 1998, quasi dieci mesi prima l'uscita dell'album vero e proprio, mentre Find My Baby, l'ultimo, apparve su alcune classifiche nazionali tre anni e mezzo dopo) e che diventarono tutti delle hit, un'impresa senza precedenti per un album di musica elettronica.

Sette di questi entrarono inoltre nella Top 40 dell'Inghilterra. Curiosamente, le canzoni che poi si rivelarono le più importanti di tutta la carriera musicale di Moby, furono estratte in "ritardo" (Porcelain, per esempio, è stato il sesto singolo, uscito più di un anno dopo il disco). Questo per assicurare una presenza costante nelle classifiche.

Questo metodo di marketing portò risultati che non tardarono a palesarsi: oltre che, come già detto, dopo un debutto insignificante, l'opera rimase in classifica per diversi anni, questa riuscì addirittura a far diventare Hall un musicista mainstream (che, per incrementare questa fama successivamente produrrà molti altri album più orientati verso la downtempo e ricchi di campionamenti da composizioni folk) e a rompere la convinzione (radicata in America negli anni novanta) che la musica dance fosse un genere commercialmente trascurabile.

Reazione della critica

Play venne acclamato dai critici musicali. Nel sito Metacritic ha ricevuto un punteggio medio di 84 su 100, basato su 20 recensioni della critica mainstream. Su AllMusic gli sono state assegnate quattro stelle e mezzo su cinque e il contrassegno degli "album consigliati". John Bush ha scritto inoltre sulla descrizione che:

«Play ha mostrato il Moby che si bilancia tra il primo sound sublime e l'evoluzione breakbeat techno degli anni '90»

Barry Walters di Rolling Stone ha affermato:

«il flusso e riflusso di diciotto brani concisi e contrastanti scrive una storia sul mondo e sullo splendido conflitto interiore di Moby tirando fuori i battiti del pianeta e le melodie ritmate.»

Robert Christgau, elaborando una sua disamina per The Village Voice, ha detto che i campionamenti dell'album non potrebbero "gridare più forte e chiaro di così" senza "le cure per il ritmo di Moby, la sua velocità, le sue trame, le sue armonie, a volte le sue melodie, e soprattutto i suoi solchi, che non onorano solo musica da ballo, ma anche tutta la tradizione rock di cui fa parte."

In un'altra recensione per Playboy, ha aggiunto che, anche se non è "molto concentrato" rispetto ai precedenti "pasticci brillanti" di Moby, Play è "uno di quei dischi che guida alla bellezza qualcuno che lo ama appena [...] ."

David Browne, parlando per Entertainment Weekly, ha affermato che nonostante sia necessaria qualche modifica, i paesaggi sonori aggraziati di Moby comunque filtrano "il suono antiquato" e "rendono i campionamenti dei cantanti ricchi di angoscia e di speranza ancora freschi e nuovi."

Dall'altro canto in una recensione mista, lo scrittore di Pitchfork media Brent DiCrescenzo ha affermato che "il grezzo magnetismo" delle registrazioni campionate è perso "in tecniche innate di registrazione digitale" e si traduce in musica che è "divertente e funzionale, ma anche usa e getta".


Artist

Moby, pseudonimo di Richard Melville Hall (New York11 settembre 1965), è un musicista e cantante statunitense.

Primi anni

Nasce da James Hall, professore di chimica, ed Elizabeth McBride Warner, segretaria. È lei che conia lo pseudonimo "Moby" in onore del prozio Herman Melville, autore del celebre romanzo Moby Dick. Nei mesi che seguono la nascita vive con i genitori in un appartamento di New York.

Il padre muore in un incidente automobilistico quando Richard ha solo due anni. Nel 1969, dopo un passaggio attraverso la San Francisco hippie, si trasferisce con la madre dai nonni a Darien (Connecticut).

Nel 1973 frequenta la Royle Grammar School e il suo migliore amico è Robert Downey Jr., oggi attore cinematografico. Comincia a suonare la chitarra nel 1975. Nel 1979 fonda un gruppo che suona Money dei Pink Floyd e Birthday dei Beatles. Prende parte ai Vatican Commandos nel 1980, un gruppo punk che esordisce nella compilation First Strike pubblicata dalla Bad Compilation Tapes di San Diego.

Nel 1982 riceve il suo primo registratore a quattro piste. Nello stesso anno entra all'università del Connecticut da cui esce l'anno dopo per lavorare come DJ a New York. Per cinque anni sopravvive, dormendo in hangar e fabbriche abbandonate. Si impone come DJ al club MARS di New York.

Nel 1989 suscita interesse nella Instinct Records, una nuova etichetta di New York, e conosce un primo successo con il gruppo Ultra Vivid Scene il cui album esce con l'etichetta 4AD.

Video

Lyrics

Why does my heart feel so bad?
Why does my soul feel so bad?
(x4)

He'll open doors (x10)

Why does my heart feel so bad?
Why does my soul feel so bad?
(x2)

He'll open doors (x16)

Why does my heart feel so bad?
Why does my soul feel so bad?

Testo

Perché il mio cuore sta così male?
Perché la mia anima sta così male?
(x4)

Lui aprirà le porte (x10)

Perché il mio cuore sta così male?
Perché la mia anima sta così male?
(x2)

Lui aprirà le porte (x16)

Perché il mio cuore sta così male?
Perché la mia anima sta così male?




Live 2005




Live 2000