Pink Floyd – Echoes

Pink Floyd - Echoes

Rui Cardo Suggestions presenta grandi classici e perle nascoste, versioni ufficiali e live ricercati.

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Pink Floyd - Echoes

Song

Echoes è la sesta ed ultima canzone dell'album Meddle dei Pink Floyd.

Descrizione

La lunga suite (di 23 minuti e 31 secondi) occupa tutto il lato B dell'album e inizia con una nota di pianoforte acuta (Si) e ripetuta varie volte (l'effetto è la nota d'eco di un sonar, ottenuto mediante il passaggio del segnale dello Steinway di Rick Wright in un Leslie).

La canzone anticipa di qualche anno l'ambient sviluppata in seguito da Brian Eno e Robert Fripp, ed è supportata dal testo di Roger Watersche anticipa argomenti fulcro di Dark Side of the Moon.

La suite venne composta a partire da una serie di 36 differenti idee musicali, grazie alle quali registrarono la versione provvisoria "Nothing, parts 1-24". Successive evoluzioni delle 24 parti ottenute portarono alla creazione di "The Son Of Nothing" e in seguito "Return of the Son of Nothing". Tempo dopo la suite, ormai del tutto finalizzata, venne rinominata Echoes.

La musica è stata scritta fondamentalmente da Wright e Gilmour (secondo quanto ha dichiarato quest'ultimo), ma risulta comunque accreditata all'intera band.

La canzone ha dato il nome all'antologia Echoes: The Best of Pink Floyd del 2001, dove è contenuta come quinta traccia in una versione ridotta di 16:30 minuti.

Struttura

L'introduzione è stata composta da Wright e creata per mezzo di un'estensione del suono di un pianoforte a coda amplificato mediante un altoparlante Leslie e una nota acuta prodotta dalla slide guitar di Gilmour. Dopo pochi minuti entra la batteria e a seguire la strofa, composta sempre da Wright, cantata da Gilmour per la melodia principale e da Wright per l'armonizzazione.

Dopo la prima esposizione completa di strofe e ritornelli, e un lungo assolo di chitarra elettrica in climax, il brano sfocia in un'improvvisazione di stampo prettamente funk, nata attorno ad un giro di chitarra scritto da Gilmour ma eseguito sul basso da Waters, che lentamente si dissolve, lasciando lo spazio al vento ululante e ad altri suoni creati dalla chitarra distorta slide di David Gilmour e dal basso slide di Waters.

L'organo Farfisa di Wright fa riemergere il brano dalle ceneri, in un ulteriore crescendo di stampo progressive psichedelico, sempre opera compositiva del tastierista. Il brano si riaggancia all'esposizione principale di strofe e ritornelli, e termina con un assolo di Gilmour intrecciato con il piano di Wright, a sfumare.

Nella coda, la band si produce in una finezza di studio: riproduce l'effetto della Scala Shepard, ottenendo l'effetto di un coro che apparentemente sale costantemente nell'intonazione, ma in realtà è ciclico.

Interpretazione del testo

Il brano parla di due vicende: la storia di un uomo che guardando il cielo mentre pensa ad una persona che ama (per alcuni la sua donna, per altri egli si sta rivolgendo a Dio) si chiede da dove provenga la vita, e la storia stessa della Genesi del mondo.

Il brano si apre con un'acuta nota di pianoforte ripetuta che rievoca il suono di una goccia d'acqua che cade sulla terra; ad un'iniziale introduzione di Wright si aggiungono la chitarra di David Gilmour ed in seguito il basso e le percussioni.

Dopo qualche minuto inizia la prima strofa, la quale richiama subito un senso di "congelamento del tempo"

"Sospeso sopra le nostre teste, l'albatro rimane immobile sull'aria..."

e di meditazione sull'origine di tutto ciò che ci circonda

"...E nessuno ci ha mostrato alla terra, e nessuno conosce i dove o i perché..."

Dopo un breve intermezzo musicale di sapore blues vi è la seconda strofa, nella quale il narratore della vicenda sembra rivolgersi a Dio che dopo aver creato la vita ed essere venuto in contatto con l'uomo (due sguardi di stranieri si incontrano per strada, ed io sono te e quello che vedo sono io), gli chiede di "portarlo nella Terra", ricevendo come risposta, però, il timore dell'uomo al quale guardando in alto sembra di non vedere nulla.

"...E io Ti prenderò per mano e Ti porterò nella terra, ma aiutami a capire meglio che posso...", "...Nessuno ci fa abbassare lo sguardo ma nessuno vola intorno al Sole..."

Assolo

Il brano prosegue con un assolo di chitarra di Gilmour che sfocia in una parte del brano in stile funk nel quale si alternano improvvisazioni di chitarra elettrica ed organo per qualche minuto, concludendosi in un suono di vento e di echi ai quali si aggiungeranno degli striduli fischi psichedelici, ottenuti con la tecnica del reverse applicata ad un Cry Baby.

In seguito, da quei lontani e spettrali suoni emergerà un lungo intermezzo musicale dai tratti New Age guidato da un organo sinth che esploderà in un fragoroso riff di chitarra. Ciò starebbe a simboleggiare che dopo il Big Bang, dopo le piogge e la quiete, vi sarà un momento di "magia divina" che esploderà nella vita.

Dopo di ciò riprende il tema della strofa, nella quale si intravede ora un senso di contemplazione e fiducia in un qualcosa che, anche se sconosciuto, ci è legato e ci invita a raggiungerlo.

Il brano si conclude con un'ultima parte musicale simile all'introduzione, ma dalla struttura contraria: strofa - chitarra e tastiera - tastiera, terminando con lo stesso "si" che aveva aperto il brano, e con un vento potente ma non distruttivo che "porta via con sé" la vita dell'uomo, che ritorna dove tutto è cominciato. Tema simile è affrontato anche in altre composizioni Art rock quali Octavarium dei Dream Theater.

Video musicale

Un video musicale per Echoes in una versione demo ridotta è stato pubblicato in occasione dell'uscita del cofanetto The Early Years. Il video, della durata di sette minuti, è intitolato Nothing Part 14.


Album

Meddle è il sesto album del gruppo musicale britannico Pink Floyd, pubblicato nel 1971.

In mancanza di materiale già pronto sul quale lavorare e senza alcuna idea precisa della direzione da dare all'album, la band sviluppò una serie di esperimenti sonori che avrebbero ispirato il pezzo centrale del disco, la suite Echoes.

Anche se molti dei successivi lavori della band sarebbero stati permeati da un tema unico incentrato sulle liriche scritte principalmente da Roger WatersMeddle fu più uno sforzo collettivo di gruppo.

La copertina è l'unica firmata dagli stessi Pink Floyd (come scritto sulla copertina stessa), che rifiutarono la proposta di Storm Thorgerson e suggerirono un primo piano ravvicinato di un orecchio sott'acqua, fotografato da Bob DowlingStorm Thorgerson, che curò l'aspetto grafico finale, si dichiarò in seguito insoddisfatto del risultato.

L'album ricevette buone recensioni dalla critica alla sua uscita. Tuttavia, nonostante avesse avuto un buon successo commerciale in Gran Bretagna, la poca pubblicità fatta al disco negli Stati Uniti dall'etichetta americana della band causò vendite deludenti oltre oceano. L'album arriva in seconda posizione nei Paesi Bassi e la terza nella Official Albums Chart.

Descrizione

Venne registrato a più riprese tra gennaio e agosto del 1971. Fu pubblicato negli Stati Uniti il 30 ottobre 1971 e in Gran Bretagna il 5 novembre dello stesso anno. Una versione rimasterizzata su CD venne pubblicata nell'agosto del 1994 in Europa e nell'aprile del 1995 negli USA.

Meddle consegnerà alla storia della band due brani fondamentali: la strumentale One of These Days e la suite Echoes.

La prima, giocata sulle note vibrate dal basso di Waters collegato ad un'unità Echo Binson, a volte dalla chitarra di Gilmour, è una sorta di cavalcata sperimentale in mezzo alla tempesta con tanto di vento, mentre la seconda ha un incedere quasi epico, tra passaggi visionari, intermezzi funky (come in Atom Heart Mother) ed evoluzioni psicotrope; tutto ciò accompagnato dal testo di Waters che già echeggia dei concept album degli anni '70, da The Dark Side of the Moon a The Final Cut.

Tra i due brani citati (One of These Days apre l'album, Echoes lo chiude) una serie di pezzi a metà tra sperimentazione e melodia tra i quali spicca Fearless, che si segnala per il testo di Roger Waters e per l'inserimento del coro (You'll Never Walk Alone) dei tifosi del Liverpool (come citato sul retrocopertina).


Artist

Pink Floyd sono stati un gruppo musicale rock britannico formatosi nella seconda metà degli anni sessanta; nel corso di una lunga carriera, è riuscito a riscrivere le tendenze musicali della propria epoca, diventando uno dei gruppi più importanti della storia.

Il gruppo, nato a Londra nel 1965, viene fondato dal cantante e chitarrista Syd Barrett, dal bassista Roger Waters, dal batterista Nick Mason e dal tastierista Richard Wright. Nel dicembre del 1967 si aggiunge al gruppo il chitarrista David Gilmour, che si affianca e poi sostituisce definitivamente Barrett, progressivamente emarginatosi dal gruppo a causa del pesante uso di droghe e di una forma di alienazione.

Nel corso degli anni la formazione è stata guidata da tre diversi membri, Syd Barrett, Roger Waters e infine David Gilmour, ognuno dei quali ne ha influenzato in modo sostanziale il percorso artistico dando una personale impronta allo stile musicale.

Le fasi

Il primo periodo fu predominato dal genere psichedelico e dalla guida di Barrett, principale autore dei brani del primo album, The Piper at the Gates of Dawn, il secondo da Waters, principale autore degli album AnimalsThe Wall e The Final Cut, mentre il terzo da Gilmour, autore principale degli ultimi album come A Momentary Lapse of Reason e The Division Bell.

Sebbene agli inizi si siano dedicati prevalentemente alla musica psichedelica e allo space rock, è il rock progressivo il genere per il quale è più nota la loro carriera, caratterizzata da una coerente ricerca filosofica, esperimenti sonori, grafiche innovative e spettacolari concerti.

Dopo essersi fatto notare grazie a lavori di stampo psichedelico, raggiunge la maturità con Atom Heart Mother e Meddle, e si afferma a livello mondiale con The Dark Side of the Moon e i successivi album, Wish You Were HereAnimals e The Wall, che consegnano i quattro alla storia del rock.

Video

Lyrics

Overhead the albatross
Hangs motionless upon the air
And deep beneath the rolling waves
In labyrinths of coral caves
An echo of a distant time
Comes willowing across the sand
And everything is green and submarine

And no one called us
to the land
And no one knows the where’s or why’s
Something stirs and something tries
Starts to climb toward the light

Strangers passing in the street
By chance two separate glances meet
And I am you and what I see is me
And do I take you
by the hand
And lead you through the land
And help me understand
The best I can

And no one called us to the land
And no one crosses there alive
No one speaks and no one tries
No one flies around the sun

Almost everyday you fall
Upon my waking eyes
Inviting and inciting me
To rise
And through the window in the wall
Come streaming in on sunlight wings
A million bright ambassadors of morning

And no one sings me lullabys
And no one makes me close my eyes
So I throw the windows wide
And call to you across the sky

Testo

Lassù l’albatro
Resta sospeso immobile in aria
E nel profondo, sotto le onde che rotolano
In labirinti di caverne coralline
Un eco di un tempo lontano
Arriva tremante attraverso la sabbia
E ogni cosa è verde e sommersa.

E nessuno ci ha chiamati
a terra
E nessuno conosce i dove e i perché
Qualcosa si muove e qualcosa prova
A salire verso la luce

Sconosciuti passano in strada
Per caso due sguardi separati si incontrano
E io sono te e cosa vedo sono io
E ti prendo
per mano
E ti guido attraverso la terra
E aiutami a capire
Il meglio che posso

E nessuno ci ha chiamati a terra
E lì nessuno attraversa da vivo
Nessuno parla e nessuno prova
Nessuno vola attorno al sole

Quasi ogni giorno tu cadi
Davanti ai miei occhi che si aprono
Invitandomi e incitandomi
A rialzarmi
E attraverso la finestra nel muro
Vengono fluttuando nella luce del sole
Un milione di brillanti ambasciatori del mattino

E nessuno mi canta la ninna nanna
E nessuno mi fa chiudere gli occhi
Quindi spalanco la finestra
E ti chiamo nel cielo.




Nothing Part 14 (Echoes)




Echoes Pompeii Director’s Cut




Echoes David Gilmour