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Lucio Battisti – Abbracciala Abbracciali Abbracciati

Lucio Battisti - Abbracciala Abbracciali Abbracciati

Rui Cardo Suggestions presenta grandi classici e perle nascoste, versioni ufficiali e live ricercati.

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Lucio Battisti - Abbracciala Abbracciali Abbracciati

Passo ad un monolito della musica italiana, il grande Lucio Battisti, ma lo scopo di questo sito non è certo pubblicare cose che già conoscono tutti, quindi vi posto questa perla sconosciuta al grande pubblico.

Anima Latina (l'album) nasce dopo un viaggio dopo un viaggio nel continente sudamericano, e le differenze dal classico Battisti che tutti conosciamo balzano subito al nostro orecchio, atmosfere oniriche, voci sussurrate, influenze elettroniche.

Di questo album vi pubblico la prima canzone che già dal nome cerca di confondere, o meglio, di accendere l'attenzione dell'ascoltatore: Abbracciala Abbracciali Abbracciati.

Un amico dice che sembra una canzone dei Pink Floyd che forse non è la similitudine più azzeccata, ma certo rende l'idea per il "viaggio" che la struttura musicale porta a fare mentre alza l'attenzione sin da subito per poi lasciarsi andare ed essere "abbracciati" dalla musica e dalla voce inconfondibile del nostro.


Album

Anima latina è il nono album discografico di Lucio Battisti, pubblicato nel dicembre 1974 dall'etichetta discografica Numero Uno.

Concepito dopo un viaggio in America Latina, presenta delle marcate differenze rispetto alla produzione di Battisti degli anni settanta, soprattutto dal punto di vista musicale. In contemporanea con l'album, Battisti concesse una lunga intervista al giornalista Renato Marengo di Ciao 2001, che può essere considerata il manifesto teorico dell'album.

Il disco
«Questo mio ultimo LP, "Anima Latina", è per me un'operazione culturale, quasi un esperimento, e tale dovrà restare»
(Lucio Battisti intervistato da Renato Marengo)

L'album rappresenta una rottura piuttosto marcata rispetto al passato ed è considerato da alcuni critici come il capolavoro di Battisti degli anni settanta: è probabilmente il suo disco più ambizioso, complesso e sfaccettato, un originale tentativo di fusione delle sonorità e dei ritmi latini con alcune delle modalità espressive tipiche del progressive (brani lunghi, dall'orchestrazione e strumentazione estremamente composita e stratificata; ampio uso di sintetizzatori).

Uscito alla fine del 1974, rimase primo in classifica per tredici settimane consecutive, anche se, a differenza di quanto accaduto con precedenti e successivi lavori, nessun brano specifico riuscì davvero a radicarsi nell'immaginario collettivo del grande pubblico.

Tutti i brani dell'album, come "Abbracciala Abbracciali Abbracciati", sono completamente privi di ritornello (tranne Due mondi, il cui ritornello è cantato da Mara Cubeddu), e hanno testi piuttosto ridotti, intervallati da lunghe sequenze strumentali dominate soprattutto dalle sonorità latine degli strumenti a corda, dai cori nonché da sezioni dominati dal sintetizzatore. Di conseguenza, alcuni pezzi come La nuova America e Separazione naturale vantano i record di testi scritti da Mogol più brevi (la prima contiene solo 6 versi, la seconda addirittura 4).

I testi

I testi di parecchi brani dell'album illustrano, dal punto vissuto dall'uomo, il rapporto di coppia; a volte i due sono adolescenti, altre vengono rappresentati da persone pienamente adulte.

Il rapporto tra l'io poetico maschile ed il tu femminile viene presentato in maniera retrospettiva nel pezzo di apertura (Abbracciala, abbracciali, abbracciati) e ritorna nella maggior parte dei brani successivi, conferendo all'album un tema simile a quello che si poteva osservare nei concept album di moda all'epoca.

A caratterizzare il tema del rapporto tra i due protagonisti è l'antagonismo tra i sessi, laddove tra le reciproche critiche (in Due mondi, Anonimo, Gli uomini celesti), si alternano da una parte le dinamiche di separazione e dall'altra lo spiccato erotismo che, prendendo spesso il sopravvento (anche dal punto di vista strettamente musicale), tende prepotentemente a rinsaldare la coppia.

Nel pezzo finale, comunque, prevalgono le spinte di allontanamento tra i due e di malinconica rassegnazione (Separazione naturale). A parte la tematica amorosa, la povertà e la vitalità dei paesi dell'America Latina riemergono in vari pezzi: nel complesso i paesaggi rievocati rimandano a paesaggi urbani periferici dove convivono i segni del progresso con una natura agreste ma contaminata, della quale si cerca di estrarre l'essenza.

La registrazione dell'album (avvenuta negli studi Fono - Roma Sound Recordings, oggi di proprietà Mediaset) è successiva ad un viaggio in Sudamerica della coppia artistica e, tra prove e ripensamenti, richiese circa sei mesi di tempo per essere completata.

Molti brani furono completamente riarrangiati dopo una prima versione ritenuta non soddisfacente: di alcune delle prime registrazioni si trova traccia nel disco, nelle brevi riprese di Gli uomini celesti e Due mondi. Frasi musicali di alcuni brani tornano in altri, alla stregua di un concept album o di un'opera rock.

Il ruolo attivo dell'ascoltatore

In alcuni casi, ad esempio nel brano iniziale Abbracciala, abbracciali, abbracciati o in alcuni passaggi di Macchina del tempo, le parole sono volutamente difficili da ascoltare poiché la voce di Battisti è mixata a volume molto basso, oppure coperta da effetti sonori: nelle intenzioni dell'autore, l'espediente serviva per costringere l'ascoltatore a porre maggiore attenzione, a concentrarsi maggiormente sul testo e sulla sua interazione con la musica, diventando in un certo senso coautore del brano.

Nell'intervista per Renato Marengo dichiarò:

«La mia lunga permanenza in Brasile, in Sudamerica in genere, mi ha fatto prendere coscienza di un'altra dimensione della musica: musica come vita, come possibilità di stare insieme, di ballare insieme, di protestare insieme.

La musica brasiliana è una delle più vive oggi tra le musiche popolari nel mondo; non ha perso la sua funzione che è soprattutto quella di consentire al popolo di esprimersi, di comunicare, di stare insieme; soprattutto consente a chi è "in mezzo alla musica" di parteciparvi. Ed è un grosso fatto sociale oltre che musicale.

[…]

Quando uno parla in mezzo agli altri, non urla ma non tace neppure, se la sua voce interessa a chi ascolta, viene individuata in mezzo alle altre, magari con un po' più di attenzione, con un po' di fatica.

Questo ho fatto con il mio LP: ho messo la mia voce in mezzo alla mia musica ed ho inteso stimolare gli altri a capire le parole, ad afferrare il senso o la sola sonorità; ho inteso stimolare chi mi ascolta a fare attenzione a ciò che sta succedendo, a ciò che accade nel momento in cui si ascolta un brano non perché questo sia piacevole, ma perché ascoltare significa qualcosa: e ascoltare con attenzione, magari rimettendo il disco daccapo perché non si è capito, magari facendo irritare chi non è riuscito ad individuare al primo ascolto una parola, è un'operazione stimolante, coinvolgente; è il modo che ho scelto per comunicare con gli altri, per essere presente in mezzo agli altri, per essere quello che dà il pretesto, lo spunto ad un'azione, ad un'operazione.»

(Lucio Battisti, 1º dicembre 1974)
Il collegamento con i lavori successivi di Battisti

Molti critici hanno fatto notare che questo album andrebbe considerato non come un'anomalia, ma più che altro come la prima manifestazione di una volontà già presente in Battisti. Infatti, sono stati notati numerosi parallelismi tra Anima latina e la successiva opera di Battisti in collaborazione con Panella; alcuni temi espressi nell'intervista a Marengo, inoltre, si possono ritrovare anche nelle successive dichiarazioni di Battisti.

Copertina

La copertina, che raffigura un gruppo di bambini che gioca e danza intorno ad una donna, l'attrice Dina Castigliego, fu realizzata dal fotografo Cesare Montalbetti, che ha ricordato:

«Il titolo del disco ispirò l'immagine, così decisi di rappresentare l'anima latina con la figura di una donna florida, ma dallo sguardo triste. Dina, una signora dalla simpatia esplosiva, l'avevo già fotografata per la copertina dei Flora Fauna Cemento. Attorno le radunammo, sul prato del Mulino, una schiera di bimbi, tutti figli dei nostri amici. Con l'ausilio di pentole, coperchi, trombe e trombette si organizzò un baccanale, facendo divertire tutti i presenti.»
(Cesare Montalbetti, 2007)
Ricezione critica

La critica italiana dell'epoca stroncò l'album.

In un dibattito tra critici e musicisti su Anima latina, pubblicato nel gennaio 1975 da TV Sorrisi e Canzoni:

Claudio Cavallaro si lamenta della presenza dei «soliti effetti elettronici»

Enrico Riccardi afferma che «c'è poco da capire: qui non c'è musica» e che «qui manca l'emozione, manca la verità»

Luigi Albertelli lamenta che nel nuovo disco non è più identificabile il Battisti degli anni precedenti,

Shel Shapiro«se rilascia queste dichiarazioni [NDR: l'intervista per Renato Marengo] e scrive questo tipo di musica, Lucio si trova […] in una situazione artistica incasinata»

Andrea Lo Vecchio riconosce almeno che «Battisti fa un tentativo per uscire da una certa strada: in questo senso il disco è positivo».

La critica contemporanea invece ha notevolmente rivalutato l'album, che oggi è considerato tra i migliori mai concepiti da Battisti.

Eredità ed influenza
  • Il gruppo rock Verdena ha dichiarato che il loro album Wow è stato influenzato da Anima latina, soprattutto dal punto di vista testuale.
  • Il cantautore Dente ha dichiarato che Anima latina è il suo album preferito e che l'incipit strumentale di Abbracciala abbracciali abbracciati lo ha influenzato nel comporre l'incipit strumentale de La presunta santità di Irene, prima traccia dell'album L'amore non è bello.
  • Oltre ai succitati Verdena e Denteschiere di musicisti della scena indie rock italiana si sono mostrate riconoscenti e devote all'album.

Artist

Lucio Battisti (Poggio Bustone5 marzo 1943 – Milano9 settembre 1998) è stato un cantantecompositorepolistrumentistaarrangiatore e produttore discografico italiano.

Tra i più grandi, influenti e innovativi cantanti e musicisti italiani di sempre, è considerato una delle massime personalità nella storia della musica italiana sia come compositore e interprete dei suoi brani, sia come compositore per altri artisti.

Abile chitarrista e perfezionista, noto anche per l'attenzione ai dettagli e la cura quasi maniacale che dedicava agli arrangiamenti e agli accordi.

La sua produzione ha impresso una svolta decisiva al pop/rock italiano: da un punto di vista strettamente musicale, Lucio Battisti ha rivoluzionato e personalizzato in ogni senso la forma della canzone tradizionale e melodica, spesso combinandola con sonorità e ritmi tipici di svariati generi, riuscendo costantemente a rinnovarsi e ad addentrarsi con versatilità ed eclettismo nel rhythm and blues, prog rock, elettropop, latina, arrivando a toccare anche la new wave, la disco music, il folk, il soul, il beat e altro ancora.

Mogol e Panella

Grazie all'armoniosa integrazione della sua musica con i testi scritti da Mogol, a tratti ermetici, Battisti ha segnato un'epoca della cultura musicale e del costume italiani, interpretando in stile poetico temi ritenuti esauriti o difficilmente rinnovabili, come il coinvolgimento sentimentale e gli avvenimenti della vita quotidiana.

Battisti ha saputo esplorare argomenti del tutto nuovi e inusuali, a volte controversi, spingendosi fino al limite della sperimentazione pura nel successivo periodo di collaborazione con Pasquale Panella, caratterizzato da strutture musicali originali e disarticolate e da un rapporto col testo spinto ai limiti del non sense.

Per queste ragioni, Battisti è oggi legittimato quale vero e proprio genio della musica nonché punto di riferimento per il panorama musicale italiano; la sua popolarità sembra aumentare gradualmente anche fuori dai confini nazionali, merito anche di alcuni album e singoli pubblicati in spagnoloinglesetedesco e francese, cantati e arrangiati da Battisti stesso.

Talvolta criticato per le sue doti vocali, Battisti è stato anche una figura schiva e riservata: durante la sua carriera è apparso sporadicamente in pubblico e si è prestato alla stampa con sempre minor frequenza fino a quando ha deciso di ritirarsi completamente dalla scena, non apparendo più neanche nelle copertine dei suoi album.

Audio

Testo

Cosa ti dicevo mai?
A che punto ero?
Ho quasi l'impressione che
- io con te -
perdo il sentiero.
Forse la psicologia
può spiegare questi strani vuoti
della mente mia.

Ora mi ricordo che
parlavo di follia
e del grande amore,
grande bugia.
Che ne pensi dimmi,
di un uomo tanto stupido da crederti "sua"?

Anima
alzati
apriti
abbracciala
abbracciali
abbracciati

Che ora è? E' tardi ormai.
Mia cara, cara amica
che ne dici se noi
portiamo a termine la nostra
dolcissima fatica.
Allontaniamoci verso
il centro dell'universo.

Cosmo

Leo Pari

Dente